• Collezione Vespa Mauro Pascoli
  • Collezione Vespa Mauro Pascoli
  • Collezione Vespa Mauro Pascoli
Home

Benvenuti!

 

Umberto e Mauro Pascoli con la collaborazione delle mogli Carmela e Loretta, sono lieti di darvi il benvenuto nel loro piccolo e romantico ristorante per buongustai e per gli amanti della famosa e mitica Vespa.

Con classe ed eleganza, ma anche con tanta semplicità e simpatia ci occuperemo di voi, per farvi sentire come a casa vostra..

Assaporare i nostri piatti sarà innanzitutto un piacere complice l'ambiente che abbiamo voluto ricreare. Per una sera vi faremo fare un tuffo nel passato ricordando questi anni fantastici e per alcune ore vi dimenticherete della frenesia della vita moderna. 

La nascita della Vespa


Il 23 Aprile del 1946 nasce negli stabilimenti Piaggio di Pontedera, da un’idea di Enrico Piaggio e su progetto dell’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio (autore tra l’altro del primo elicottero tutto italiano), un modello di scooter destinato ad un successo planetario.

Pare che fu proprio Enrico Piaggio, al suono del motore e alla vista delle forme della carrozzeria, a battezzare il neonato scooter esclamando: “Sembra una Vespa!”

Il 28 aprile del ’56 la Piaggio festeggia negli stabilimenti di Pontedera la milionesima Vespa. Esportata in 60 Paesi nel mondo la Vespa è ormai un mito

Vivere in Vespa


Celebrata come un oggetto di culto, è stata la protagonista di straordinarie avventure come quella di Giorgio Bettinelli, scrittore, giornalista e vespista per caso che, in dieci anni ha realizzato tre incredibili viaggi, compiendo il giro del mondo e diventato famoso dopo la pubblicazione di “In Vespa. Da Roma a Saigon”.

Rimango altre quattro ore in sella, e guido finché il sole è già quasi al tramonto, secondo una sana abitudine che da tempo ero costretto a perdere, prima di fermarmi in un villaggio qualsiasi per passare la notte. E’ una delle sensazioni che ho sempre amato di più, e che così spesso mi ha dato l'illusione di essere libero e padrone della mia vita: quel grappolo di minuti dalla consistenza indefinibile, quando non è ancora buio e non è più giorno, e tu entri in un posto che non hai mai sentito nominare, con la consapevolezza che domani sarai già lontano, e che per altri mesi, per altri anni, per altri grappoli di minuti della stessa intensità continuerai ad allontanarti, assecondando il dipanarsi di una matassa il cui filo ti si srotola tra le mani senza farsi accorgere, e finisce dall'altra parte del mondo. 

(da "Brum brum: 254.000 chilometri in Vespa" di Giorgio Bettinelli, Feltrinelli 2004)

 

 
 
Banner